Beni Culturali Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico per il Polo Museale della città di Roma

Modello in terracotta del Cembalo di Michele Todini

Modellino di cembalo in terracotta, XVII sec.

SALA XIV

Il liutaio piemontese Michele Todini, vissuto a partire dal 1636 a Roma, ricoprì la carica di guardiano degli strumenti della Congregazione di Santa Cecilia (1650-1652) e quella di decano dei Musici del Campidoglio (1676-1684). A lui si deve l’invenzione della Galleria Armonica, un insieme di “macchine musicali” formate da vari strumenti che potevano essere azionati, contemporaneamente o in varie combinazioni, da congegni meccanici attraverso una sola tastiera. Era considerata una delle meraviglie della Roma del Seicento e si trovava in una sorta di wunderkammer allestita nella casa del maestro in via dell’Arco della Ciambella.
Todini ideò la galleria a partire dal 1650 e per portare a compimento il suo progetto arrivò ad accumulare ingenti debiti; fu lui stesso a farne un preciso riferimento ed un disegno nel volume a stampa uscito nel 1676 intitolato Descrizione della Galleria armonica. Dal testo si apprende che la “macchina maggiore” era costituita da ben sette strumenti (un clavicembalo, tre diversi tipi di spinette, un organo, un violino e una lira ad arco), ma poiché dell’invenzione non erano ancora stati rivelati i particolari costruttivi, non ne venivano svelati i dettagli del funzionamento. Faceva parte delle galleria anche la cosiddetta Macchina di Polifemo e Galatea, di cui oggi resta il Cembalo conservato al Metropolitan Museum di New York (inv. 89.4.2929 a-e). L’esemplare in legno e terracotta dorata qui esposto rappresenta il bozzetto preparatorio di tale strumento. Nella scultura, eseguita intorno al 1665 da Ludovico Gimignani (Roma 1643- Zagarolo 1697) e Gian Giacomo Reyff (Friburgo 1627-Roma 1700), Polifemo è rappresentato mentre suona una cornamusa per attrarre l’attenzione di Galatea mentre tritoni e nereidi escono dal mare trasportando il cembalo; Cupido è seduto su una conchiglia sostenuta da due delfini. 

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pagina creata il 03/02/2015, ultima modifica 22/01/2016