Beni Culturali Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico per il Polo Museale della città di Roma

Sala X

La sala è interamente dedicata ad un raro esemplare di pianoforte costruito dallo stesso inventore di questo strumento, Bartolomeo Cristofori, nato а Padova nel 1655 е morto а Firenze nеl 1732; in questa città aveva lavorato a lungo come cembalaro di corte presso il principe Ferdinando de’ Medici, suo mecenate, umanista ed a sua volta ottimo clavicembalista. La sua geniale capacità di sperimentare lo aveva portato ad inventare il meccanismo dei martelletti che consentono di modulare il volume del suono, consacrandolo come l’inventore del moderno pianoforte. Già a partire dal 1698 egli aveva lavorato alla realizzazione dell’Arpicembalo che fa il piano e il forte. Dei numerosi strumenti di questo tipo da lui costruiti ce ne sono pervenuti solo tre: il nostro, datato 1722, quello conservato presso il Metropolitan Museum di New York, del 1720 (ex coll. Crosby Brown, n. 1219) molto alterato nelle sue caratteristiche originali a causa dei numerosi interventi di restauro subiti e quello, datato 1726, conservato nel Musikinstrumenten Museum dell’Università di Lipsia (ex coll. Heyer, n.170). L’esemplare di Roma, è quello nelle migliori condizioni conservative: appartenuto, con tutta probabilità ad Alessandro Marcello, fratello del più noto compositore e poeta veneziano Benedetto, fu acquistato dallo Stato Italiano il 6 dicembre 1966 insieme a numerosi altri pregevoli esemplari di strumenti musicali.

Lo strumento era stato dotato di martelletti (in luogo dei saltarelli che pizzicavano le corde) e della possibilità di dimezzare il volume con un piccolo spostamento della tastiera in modo da consentire di percuotere non più due ma una sola corda aprendo la via a nuove possibilità espressive e sonore.
Тгa lе prime musiche composte per lo strumento inventato da Cristofori si ricordano le dodici Sonate da cimbalo di piano e forte detto volgarmente di martelletti, opera prima di Lodovico Giustini (1685-1743), а cui seguirono le Sonate di Giovanni Platti e di altri.
Giambattista Dall’Olio, invece, fu l’autore del poemetto La musica, stampato а Modena nel 1794, in cui viene ricordata l’invenzione del pianoforte a 62 anni dalla morte dell’inventore. Ne ricorda soprattutto l’origine italiana poiché gli stessi contemporanei credettero per lungo tempo che la creazione dello strumento fosse inglese, francese о tedesca, in quanto alcuni musicisti e costruttori di strumenti, come Jean Магius е Christoph Amadeus Schröter, vollero farla passare per propria arrivando persino ad accusare di plagio lо stesso inventore, cui avevano carpito le idee.

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pagina creata il 04/02/2015, ultima modifica 18/01/2016