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VIOLINO, JOHANN GEORG STAUFER, VIENNA, 1828

Inventario Museo Nazionale degli Strumenti Musicali
1245
Catalogo generale OA
1200066212
Famiglia
Strumenti ad arco
Tipologia
VIOLINO VIENNESE
Periodo / Anno
Sec. XIX, 1828
Ambito Culturale
Austria, Vienna
Autore/Attribuzione
Johann Georg Staufer
Materiali
Legno; legno di ebano
Misure in cm. (largh./alt./lungh.)
19; 6.2; 60.8
Luogo di conservazione
Esposto in MNSM Palazzo Samoggia, Roma

Violino realizzato in Austria da Johann Georg Staufer nel 1828.

Il violino ha un corpo di sagoma particolare in quanto privo delle caratteristiche tipiche, con quattro sporgenze a punta all’angolo degli incavi laterali; inoltre la parte inferiore del corpo è di larghezza uguale a quella superiore e le effe sono a forma di mezzaluna; fondo e fasce sono in acero laccato di vernice giallo oro, come anche manico e cavigliere, mentre il piano ha una vernice giallo arancio; cordiera, mentoniera, tastiera e piroli sono d’ebano. Johann G. Staufer fu considerato come uno dei migliori costruttori di chitarre del sec. XIX. Lavorò sempre a Vienna, cambiando più volte indirizzo, e la sua attività nonostante la fama, non fu dedicata esclusivamente alla costruzione di chitarre; fu, per esempio, inventore della “chitarra d’amore” (circa 1823) detta anche chitarra-violoncello e “arpeggione”, di cui esiste un esemplare nella Collezione Heyer (Lipsia, inv.609) firmato da Staufer e datato 1824, e che consiste in una via di mezzo tra un violoncello ed una chitarra e viene suonata con l’arco (F. Schubert nel 1824 compose una suonata per questo strumento). Costruì inoltre violini secondo modelli di Stradivari, Guarnieri, Stainer, Forster e, nelle sue continue ricerche sull’acustica, giunse a condividere anche, in certo modo, le teorie di Chanot, cosa appieno testimoniata dal nostro esemplare. Interessante notare come sempre della Collezione Heyer faccia parte un violino (inv. 888; cfr. il catalogo di G. Kinsky, Colonia, 1912, V.II, p.529, fig. 518) assolutamente gemello, con stesse misure, stessa vernice (tipica di Staufer), stessa forma, stessa data ed etichetta identica, salvo che il “n. 10” è scritto più di lato e sotto sono statì aggiunti il giorno ed il mese di costruzione.